LUIGI DI MAIO DOVREBBE TORNARE A FARE IL SUO LAVORO: LA POLITICA, QUELLA SERIA, NON FA PER LUI
L’edizione web di lunedì tre agosto della cloaca massima dello pseudo giornalismo italiano d’accatto contiene una lunga intervista che Luigi Di Maio, ex Vicepresidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, ha concesso a tale Hoara Berselli.
Non stiamo qui a ribattere all’enorme cumulo di sciocchezze proferite dall’ex esponente del Movimento 5 Stelle, ormai da tempo passato armi e bagagli a rimorchio della compagine governativa nella propria attività di completo servilismo rispetto ai voleri dell’amministrazione usamericana.
Chi fosse interessato a farsi del sangue marcio, può cliccare sul link posto nell’incipit di questo articolo: noi, qui, ci limitiamo a dichiararci disgustati dalle posizioni espresse da codesto politicante, e ad affrontare un tema specifico che viene introdotto soltanto al termine del dialogo.
La pennivendola domanda all’ex parlamentare irpino: «Il suo mandato nel Golfo – dal 1° giugno 2023 ricopre la carica di Rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo Persico – scade nel 2027. Lei si prepara al rientro nella politica italiana?».
La risposta è tutta da ridere: «No, anche perché sono fermamente convinto di questo: in politica non si torna, ti chiamano i cittadini»; quegli stessi elettori che, nel 2022, lo hanno bocciato sonoramente accordando al suo progetto Impegno Civico lo 0,62% (173.555 voti) alla Camera dei Deputati e lo 0,59% (161.773 preferenze) al Senato della Repubblica.
Bosio (Al), 12 agosto 2026
la Redazione del blog Pennatagliente
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